domenica 20 gennaio 2019

Perché abbiamo paura della rabbia?

Sento e vedo che in diversi ambienti, soprattutto quelli cattolici, si ha come paura e timore della rabbia, delle sue espressioni, della sua energia.
Mi trovo a sentire frasi come "Nonostante quello che ha vissuto ha raccontato la sua storia senza rabbia", "Non ha parlato con rancore o risentimento". Bene, vuol dire che la persona è riuscita a fare un percorso elaborativo.

Se qualcuno racconta la sua ingiustizia con passione e esprime la propria rabbia, incontriamo più difficoltà ad accoglierne le paure, ci difendiamo, consideriamo meno degno di nota un racconto di rabbia.


Eppure la rabbia è una grande energia. Non voglio dire che va sempre espressa. La persona umana non agisce le sue emozioni tout court, c'è sempre, o dovrebbe esserci, una mediazione, un'operazione di filtro. Ma esprimere la rabbia per un'ingiustizia subita può aiutare a smuovere le acque perché ci sia trasformazione sociale e non solo una mera assunzione di una realtà senza desiderio di fare in modo quell'ingiustizia non si perpetui più.

Questa resistenza verso la rabbia l'ho sentita più volte espressa proprio parlando delle donne, magari legata a un'idea un po' datata del femminismo. Se noi donne esprimiamo con rabbia di volere un maggiore spazio nella vita pubblica e politica, oppure rivendichiamo legittimamente diritti che ci vengono negati solo per essere donne, veniamo immediatamente etichettate come 'femministe arrabbiate' e le nostre richieste vengono oscurate e nascoste. E' una strategia molto efficace ma che non sa guardare a lungo raggio. Una rabbia che non si racconta è una rabbia che lavora come un fiume carsico e può fare danni enormi.

Se noi donne alziamo la voce, ci dicono che imitiamo gli uomini. Se raccontiamo un'ingiustizia con dolce docilità, veniamo ascoltate ma spesso non cambia nulla, perché siamo troppo rassicuranti. Una rivendicazione che lascia lo status quo così com'è non è una rivendicazione efficace.
La libertà delle donne di esprimersi può essere limitata anche nelle democrazie; soprattutto quando l'interpretazione dell'agire delle donne passa e viene filtrata dalla lettura degli uomini.

Perché la rabbia fa così paura? E' una domanda che pongo a me stessa, soprattutto.

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