lunedì 28 gennaio 2019

#GMCCSS2019 Cosa possiamo imparare dalla rete per costruire comunità?



“Siamo membra gli uni degli altri” (Ef 4,25). 
Dalle social network communities alla comunità umana

Il 24 gennaio, giorno in cui si ricorda San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, Papa Francesco ha reso pubblico il suo annuale messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che, quest’anno, ci celebrerà il 2 giugno 2019. Il tema scelto già a settembre 2018 recita così “Dalle social network communities alla comunità umana”.

Desidero condividere alcune riflessioni che la lettura delle parole di Papa Francesco mi ha provocato. Oggi il ruolo che la comunicazione sociale gioca è molto importante e non si può essere analfabeti: il digitale ci circonda come un vero e proprio continente e ci abita, come un tessuto connettivo, una seconda pelle (talvolta non solo metaforicamente); e la sua cultura permea la nostra società globale.

domenica 20 gennaio 2019

Perché abbiamo paura della rabbia?

Sento e vedo che in diversi ambienti, soprattutto quelli cattolici, si ha come paura e timore della rabbia, delle sue espressioni, della sua energia.
Mi trovo a sentire frasi come "Nonostante quello che ha vissuto ha raccontato la sua storia senza rabbia", "Non ha parlato con rancore o risentimento". Bene, vuol dire che la persona è riuscita a fare un percorso elaborativo.

Se qualcuno racconta la sua ingiustizia con passione e esprime la propria rabbia, incontriamo più difficoltà ad accoglierne le paure, ci difendiamo, consideriamo meno degno di nota un racconto di rabbia.

sabato 19 gennaio 2019

Cosa possiamo imparare dalle canne al vento per abitare questa storia?


Qualche giorno fa un’amica mi ha detto “Sento di non avere un posto mio nel mondo, come se non occupassi uno spazio che sia mio. Mi sento sempre nomade”. Ovviamente lo diceva con le lacrime agli occhi, perché le procurava sofferenza. E posso comprenderlo.

Questa cosa ha risuonato tantissimo dentro di me per due motivi.

domenica 13 gennaio 2019

2019 #gentilezza #docilità #assertivita

#2019 #gentilezza #docilità #assertivita

Qualche giorno fa mi domandavo: cosa posso fare per il mio paese? Sono stanca di non parlare, di non contribuire limitandomi a osservare impassibile una morte lenta.
Ho pensato di candidarmi alle elezioni? Ho pensato di aprire un canale youtube? Non ho ancora deciso...

Mi preoccupa questa narrazione che oggi occupa tutta la nostra comunicazione; una narrazione piena di paure, di aggressività, di pancia (nel senso di non filtrato). 

Questi hashtag mi fanno compagnia #gentilezza #docilità #assertivita, li sento come un programma per me per questo nuovo anno che si apre. Spesso la gentilezza e la docilità sono interpretate come debolezza, come piegarsi senza combattere. Io le ho messe vicine all'assertività, alla capacità di essere in contatto consapevole con noi e a occupare il nostro posto nel mondo.

domenica 6 gennaio 2019

La parola alle donne

Sto leggendo un libro di uno stimato teologo: vado a vedere la bibliografia e gli altri titoli della collana editoriale e scorgo solo nomi di uomini tra i riferimenti. Francamente trovo questa cosa sempre più insopportabile. Noi donne siamo visibili quando siamo vittime di violenza, quando vinciamo nello sport (senza disturbare troppo la scena degli uomini maschi) o quando facciamo qualcosa di straordinario nella scienze (e veniamo dipinte come eccezioni), o nude davanti a una macchina; ma continuiamo a essere assenti/poco presenti nella riflessione sul quotidiano. Siamo assenti non perché non parliamo o scriviamo, ma perché si tende come "bias culturale" a dare la parola agli uomini, anche quando si parla di noi. Sarà che lavoro da tantissimi anni con le donne e questa situazione mi fa soffrire proprio per quel coraggio e spessore umano che tocco ogni giorno al loro fianco. Non sogno un mondo di donne, ma una società di donne e uomini maturi e in grado di reggere il confronto e il dialogo a parità di condizioni.

domenica 16 settembre 2018

Addio secolo dei diritti umani

Ascoltando le difficoltà e le frustrazioni di alcuni miei familiari circa la loro realtà lavorativa, mi domando: 'come siamo potuti passare dai secoli delle lotte e delle conquiste dei diritti umani al tempo della precarietà e vulnerabilità'?

Cosa è andato storto? Dove, cittadini e istituzioni, abbiamo sbagliato? Oggi parlare di Diritti del lavoratore sembra una bestemmia: come se garantire uno stipendio degno e che consenta di fare un 'progetto' a lungo termine, sia un ostacolo al buon nome di un'azienda.

giovedì 30 agosto 2018

Comunicare per costruire una comunità globale


Per chi come me si occupa di comunicazione sociale, la realtà è un luogo privilegiato per prendere spunti e idee creative per il proprio lavoro. È come un cantiere sempre attivo.
Qualche giorno fa ero seduta a un tavolo di un ristorante con amici e ho sentito un bambino gridare e correre verso i propri genitori con una mano stretta sulla fronte e un oggetto nell’altra mano. Immediatamente ho dato per scontato che il bambino fosse caduto e si fosse ferito, e che quella mano nascondesse del sangue. Al raggiungere la mamma, il bambino, piangendo, grida “Mi si è rotto il vetro del cellulare!”.
Posso immaginare il vostro volto aperto a un sorriso che è un misto di ilarità e preoccupazione allo stesso tempo; è quello che è accaduto a me e ai miei amici: siamo rimasti senza parole.

giovedì 26 luglio 2018

Quanto sono social le suore?

La comunicazione ufficiale della Chiesa è molto più centrata sul ruolo dei sacerdoti e dei vescovi; la vita religiosa in generale è quasi assente, e quella femminile, pur rappresentando l’80% del mondo religioso, è praticamente invisibile. Nonostante i numerosi richiami di Papa Francesco nel sottolineare il ruolo significativo delle donne, la comunicazione istituzionale vaticana continua a mostrare un solo volto, quello maschile e sacerdotale. Questa realtà non ci scoraggia, anzi! Ci stimola a essere creative nel cercare tutte le vie possibili per raccontare la bellezza dell’azione delle Religiose nel mondo: donne come ponti di pace, come testimoni di amore, come protagoniste di una narrazione controcorrente, come curatrici di ferite esistenziali e sociali profonde.

lunedì 2 ottobre 2017

La Comunicazione e la vita religiosa: Serve uno zaino di competenze sulle tecnologie

Io credo che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in particolare con l’arrivo di internet negli anni 90, sia un passaggio che fa della nostra epoca un tempo unico. Sono dentro il mondo digitale come cittadina, lo abito per socializzare e per svolgere diligenze e commissioni che prima mi richiedevano operazioni che ora posso fare con un computer, una connessione internet e una carta ricaricabile.

Ho fatto del mondo digitale anche una scelta professionale in un ambito specifico, come la vita religiosa femminile: convinta che siamo figlie e figli di un Dio profondamente comunicativo, ma non arrogante. Se non avesse avuto una grande fiducia nelle sue creature, non avrebbe lasciato che altre e altri scrivessero dell’esperienza umana di Gesù.

Io sento che fare comunicazione è entrare un po’ in questa fatica di Dio di avvicinare le persone, toccarle nel cuore e farle innamorare sempre più dell’umanità, con tutte le sue contraddizioni.

Leggi l'intervista sul sito SoloTablet


lunedì 5 dicembre 2016

Ho fatto un sogno

Stanotte ho fatto un sogno… ho sognato che le italiane e gli italiani avevano alzato la testa e con una botta di dignità avevano deciso che volevano vivere diversamente. Ho sognato che gridavano che erano stanchi di una politica che dal dopoguerra ha annichilito la voglia di crescere ed espandersi, non solo economicamente, di questo paese. Ho sognato che ci alzavamo la mattina con la voglia di andare a lavorare perché ci sentivamo trattati come persone, e il lavoro, pur amandolo, ci lasciava il tempo per dedicarci anche ad altro, a nutrire i nostri hobbies e a vivere l’amore.