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lunedì 11 ottobre 2021

Essere facilitatrici e facilitatori del cammino sinodale

 


Viviamo un tempo complesso, non complicato. La complessità richiede delle competenze per saperla leggere, interpretare e pianificare strategie per raggiungere gli obiettivi individuati. La facilitazione è un’esperienza che abbiamo importato in Italia dal mondo anglosassone e nord americano, dove ha una storia di più antica datazione.

Nel mondo ecclesiale mediterraneo è solo da pochi anni che si riconosce il bisogno di una figura professionale esterna che accompagni i processi decisionali e di cambiamento nelle congregazioni religiose e nelle organizzazioni ecclesiali. Il ruolo della facilitatrice e facilitatore è quello di aiutare il gruppo a raggiungere i propri obiettivi favorendo la partecipazione e il coinvolgimento dei membri, curando le relazioni, le dinamiche e la dimensione affettiva.

Credo essenziale per il cammino sinodale formare persone capaci di prendersi cura dei processi, di accompagnare cammini e nutrire una visione spirituale della sinodalità.

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martedì 13 aprile 2021

“Coloquios CONFER” con Patrizia Morgante de la UISG

El próximo 20 de abril tendrá lugar una nueva sesión de “Coloquios CONFER”.

En esta ocasión nos acompañará la Responsable de Comunicación de la Unión Internacional de Superioras Generales (UISG) Patrizia Morgante.


Hablaremos con ella sobre la Iglesia y las Redes Sociales, la vida religiosa en Tik Tok, sobre su Manual de Comunicación para los institutos femeninos de vida religiosa etc.


mercoledì 4 novembre 2020

Communicating Interreligious Dialogue: A journey with other women


For those who, like me, deal with communication in the broadest sense of the term means accepting the challenge of dialogue on the net with those who think differently, with those who denigrate us; to help people stop and think about starting from their deepest part, not to judge or interpret. I remember a compelling phrase from a war movie: "soldier, don't look your enemy in the eye, otherwise you won't be able to pull the trigger."

Click here to read the whole booklet: my contribution is at the pages 15-17

lunedì 1 giugno 2020

Storytelling: Tessiamo racconti e storie sui Social

Il mio intervento inizia dal 50' minuto. 

Il precedente intervento di Michele è molto interessante e vi invito ad ascoltarlo: ci parla di Storytelling


domenica 31 maggio 2020

Se voglio evadere è perché il contesto è privo di piacere


Spesso mi pongono questa domanda durante la formazione alla comunicazione:
"Sa noi in comunità abbiamo sorelle che passano tutto il tempo sui social anche durante i tempi di ricreazione, Stanno sempre con il telefono in mano!"

venerdì 29 maggio 2020

Il ruolo della Comunicazione sociale in un'organizzazione: intervista

Intervista rilasciata al Prof. Peter Lah, Facoltà di Scienze Sociali della Pontifica Università Gregoriana


E' facile parlare delle proprie passioni: "Comunicare oggi significa soprattutto 'perdere tempo' nell'ascolto degli altri e dialogare, conversare. Non si può abitare il digitale solo per parlare di me o della mia organizzazione'.

☑️Perché un'organizzazione come la UISG International Union of Superiors General ha bisogno di una professionista della Comunicazione?
☑️Che ruolo gioca la comunicazione in un'organizzazione?
☑️Dove sono i punti di tensione e conflitto, sempre all’interno dell’organizzazione?

#ComunicazioneèMissione


Clicca qui per ascoltare l'intervista


venerdì 17 aprile 2020

Dall'Ecologia integrale all'Ecologia digitale

Spunti per una riflessione sull’Enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco, sulla cura della casa comune a cinque anni dalla sua pubblicazione.

Vorrei condividere tre concetti (ecologia digitale, inquinamento digitale e sobrietà digitale) e una domanda, alla quale non posso tentare una risposta per mancanza di spazio.

domenica 29 dicembre 2019

Comunicazione interculturale nella vita religiosa

Penso a un elemento del mio carisma che mi parla di interculturalità e provo a rispondere a questa domanda: qual è la cultura interculturale del mio istituto? Come viviamo noi questa dinamica?

Vivere l'interculturalità è un processo intenzionale che richiede un progetto comune. Non è qualcosa che si vive naturalmente come la multiculturalità.
È la creazione di uno spazio nuovo per il 'noi', che non appartiene a nessuna cultura in particolare, ma dove ognuna si sente a casa e può esprimere al meglio sè stessa senza pregiudizi e giudizi affrettati.

Ho mai fatto un’esperienza di inserzione in un contesto culturale diverso dal mio? Come mi sono sentita? Quali difficoltà ho riscontrato?

Ho mai vissuto l’esperienza in cui la mia cultura non era compresa? Come mi sono sentita? Cosa ho pensato?

Cosa mi risulta più difficile nella relazione con l’altra?

Cosa vorrei che si sapesse della bellezza della mia cultura?

Cosa mi fa soffrire delle generalizzazioni e dei pregiudizi verso la mia cultura di origine?

Riscontro nella mia comunità sottili forme di abuso di potere culturale?

(Intervento svolto il 28 dicembre presso la Congregazione delle Figlie di San Giuseppe del Caburlotto)
Per maggiori informazioni, contattatemi: patrizia.morgante@gmail.com; whatsapp 328 0722672

La sfida del digitale per formatrici e formatori nella vita religiosa

Chi sono le persone che entrano nelle nostre congregazioni oggi?
Siamo sicuri che la vita religiosa, i suoi formatori e formatrici, è abbastanza matura da gestire la relazione con i candidati digitali nati in un contesto di complessità completamente diverso da quello nel quale i formatori sono cresciuti e hanno sviluppato la loro vocazione? 

(Intervento al convegno internazionale dei Formatori/Formatrici della Famiglia Pallottina, settembre 2019)
Per maggiori informazioni, contattatemi: patrizia.morgante@gmail.com; whatsapp 328 0722672

La sfida della rete per la Missione della Vita Consacrata

Cosa mi attrae del mondo della comunicazione digitale? Cosa mi preoccupa?
Quali nuove opportunità ci apre il mondo digitale come umanità? Quali sfide ci pone?
Qual è il ruolo della vita consacrata nella rete digitale?
Come ‘fare casa e comunità’ nel mondo digitale?


Ci siamo mai posti queste domande? Quali risposte ci diamo? È necessaria una riflessione personale e comunitaria.

Il tema che svilupperò cercherà di offrire delle riflessioni per approfondire queste domande, con l’intento di interpretare il mondo che stiamo vivendo per trovare insieme delle risposte che aiutino ad abitare il mondo digitale come cittadine e cittadini digitali consapevoli e sapienti.

(Intervento svolto al Convegno annuale dell'Istituto per la Vita consacrata Claretianum, Roma 13 dicembre 2019)
Per maggiori informazioni, contattatemi: patrizia.morgante@gmail.com; whatsapp 328 0722672

domenica 10 novembre 2019

Ecologia Integrale e Donne

Sto preparando il mio intervento "Per me l'ecologia integrale è fare casa nel cosmo. 
Siamo imbevute di tempo cronologico lineare, ma le recenti ricerche nella fisica ci dicono che viviamo in una rete neuronale cosmica. Addirittura si parla di sincronicità delle particelle.
Quindi dobbiamo imparare a entrare nella dinamica profonda del Kairos. Il Kairos non lo puoi controllare ma puoi allenarti a essere attenta a coglierlo dentro di te e nella realtà. Perché la realtà è sempre più forte delle idee, ci ricorda Papa Francesco.
Le persone ci feriscono, ma allo stesso ci guariscono e ci sanano. A sanarci sarà anche il cosmo con tutti i suoi elementi."

Per saperne di più contattatemi in privato

lunedì 28 gennaio 2019

#GMCCSS2019 Cosa possiamo imparare dalla rete per costruire comunità?



“Siamo membra gli uni degli altri” (Ef 4,25). 
Dalle social network communities alla comunità umana

Il 24 gennaio, giorno in cui si ricorda San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, Papa Francesco ha reso pubblico il suo annuale messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che, quest’anno, ci celebrerà il 2 giugno 2019. Il tema scelto già a settembre 2018 recita così “Dalle social network communities alla comunità umana”.

Desidero condividere alcune riflessioni che la lettura delle parole di Papa Francesco mi ha provocato. Oggi il ruolo che la comunicazione sociale gioca è molto importante e non si può essere analfabeti: il digitale ci circonda come un vero e proprio continente e ci abita, come un tessuto connettivo, una seconda pelle (talvolta non solo metaforicamente); e la sua cultura permea la nostra società globale.

domenica 20 gennaio 2019

Perché abbiamo paura della rabbia?

Sento e vedo che in diversi ambienti, soprattutto quelli cattolici, si ha come paura e timore della rabbia, delle sue espressioni, della sua energia.
Mi trovo a sentire frasi come "Nonostante quello che ha vissuto ha raccontato la sua storia senza rabbia", "Non ha parlato con rancore o risentimento". Bene, vuol dire che la persona è riuscita a fare un percorso elaborativo.

Se qualcuno racconta la sua ingiustizia con passione e esprime la propria rabbia, incontriamo più difficoltà ad accoglierne le paure, ci difendiamo, consideriamo meno degno di nota un racconto di rabbia.

giovedì 30 agosto 2018

Comunicare per costruire una comunità globale


Per chi come me si occupa di comunicazione sociale, la realtà è un luogo privilegiato per prendere spunti e idee creative per il proprio lavoro. È come un cantiere sempre attivo.
Qualche giorno fa ero seduta a un tavolo di un ristorante con amici e ho sentito un bambino gridare e correre verso i propri genitori con una mano stretta sulla fronte e un oggetto nell’altra mano. Immediatamente ho dato per scontato che il bambino fosse caduto e si fosse ferito, e che quella mano nascondesse del sangue. Al raggiungere la mamma, il bambino, piangendo, grida “Mi si è rotto il vetro del cellulare!”.
Posso immaginare il vostro volto aperto a un sorriso che è un misto di ilarità e preoccupazione allo stesso tempo; è quello che è accaduto a me e ai miei amici: siamo rimasti senza parole.

giovedì 26 luglio 2018

Quanto sono social le suore?

La comunicazione ufficiale della Chiesa è molto più centrata sul ruolo dei sacerdoti e dei vescovi; la vita religiosa in generale è quasi assente, e quella femminile, pur rappresentando l’80% del mondo religioso, è praticamente invisibile. Nonostante i numerosi richiami di Papa Francesco nel sottolineare il ruolo significativo delle donne, la comunicazione istituzionale vaticana continua a mostrare un solo volto, quello maschile e sacerdotale. Questa realtà non ci scoraggia, anzi! Ci stimola a essere creative nel cercare tutte le vie possibili per raccontare la bellezza dell’azione delle Religiose nel mondo: donne come ponti di pace, come testimoni di amore, come protagoniste di una narrazione controcorrente, come curatrici di ferite esistenziali e sociali profonde.

lunedì 2 ottobre 2017

La Comunicazione e la vita religiosa: Serve uno zaino di competenze sulle tecnologie

Io credo che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in particolare con l’arrivo di internet negli anni 90, sia un passaggio che fa della nostra epoca un tempo unico. Sono dentro il mondo digitale come cittadina, lo abito per socializzare e per svolgere diligenze e commissioni che prima mi richiedevano operazioni che ora posso fare con un computer, una connessione internet e una carta ricaricabile.

Ho fatto del mondo digitale anche una scelta professionale in un ambito specifico, come la vita religiosa femminile: convinta che siamo figlie e figli di un Dio profondamente comunicativo, ma non arrogante. Se non avesse avuto una grande fiducia nelle sue creature, non avrebbe lasciato che altre e altri scrivessero dell’esperienza umana di Gesù.

Io sento che fare comunicazione è entrare un po’ in questa fatica di Dio di avvicinare le persone, toccarle nel cuore e farle innamorare sempre più dell’umanità, con tutte le sue contraddizioni.

Leggi l'intervista sul sito SoloTablet


martedì 14 aprile 2015

Siamo creature di un Dio comunicativo



“Allora comincio a scrivere, solo per comunicare e trovare altre persone che facciano lo stesso e scrivendo o no, intravedano ciò che vogliono dalla loro vita, dalal realtà in generale; sappiano descrivere davvero ciò che amano di più e ciò che, pur non amandolo, lo considerano, rispettano e se ne prendono cura.”
(Antonietta Potente, op Umano più umano, Le Piagge)

Siamo figlie e figli di un Dio creativo e innamorato dell'umanità, un esperto di comunicazione, diremmo oggi. L’incarnazione è l’esempio più alto di comunicazione, come desiderio di relazione, di incontro, di prossimità. Il Vangelo, una scuola di Comunicazione 2.0: frasi spot, parabole e simbologie, immagini evocative, silenzi e l’impiego attento del corpo, la cura dei dettagli.
Per noi cristiani, quindi, usare le nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione, dovrebbe essere naturale, parte integrante della nostra evangelizzazione. Entrare in sintonia con la comunicazione di Gesù, ci consente di imparare ad abitare il silenzio, come luogo sacro di comunicazione profonda. Fare del silenzio abitato e consapevole il criterio ermeneutico dell’evangelizzazione 2.0; ecco il nostro specifico: bucare il rumore con il silenzio che è ascolto attento.

martedì 24 marzo 2015

Vita è comunicazione: donne consacrate 2.0


Intervista a Suor Pina Riccieri, suora paolina, formatrice e autrice di testi sulla formazione e comunicazione digitale


 “La Rete è uno spazio di libertà e di responsabilità: è necessario formare ai media attraverso i media per favorire la crescita delle persone attraverso modalità collaborative e cooperative...”

Il mondo digitale è ormai una realtà consolidata. È un nuovo spazio da abitare, di cui è necessario apprendere il linguaggio e le regole per socializzare. È digitale, non virtuale, ci ricorda suor Pina Riccieri più volte. È una realtà tremendamente concreta per molti e molte e che incide sulla nostra vita off line.
Questo vale anche per la vita religiosa: donne e uomini, presenti nel web per incontrare le persone e evangelizzare; sollecitati dal Papa e dai media vaticani, ad abitare con consapevolezza il nuovo spazio digitale. I sentimenti dei consacrati e delle consacrate verso il web 2.0 oscillano dal rifiuto e paura (perché, di fatto, non si conosce e quindi l'atteggiamento è pregiudiziale) a una presenza significativa, quasi a giungere a forme di dipendenza che incidono sulla vita della persona e della comunità alla quale appartengono.