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venerdì 23 ottobre 2020

Relazioni umanizzanti di fraternità e sororità

 Preferisco l’espressione ‘relazioni umanizzanti’ che ‘relazioni umane’. 

Il primo richiama un movimento, come una danza: talvolta si fanno due passi avanti, altri uno indietro. Le relazioni non sono mai statiche, e certe volte prendono una piega che non comprendiamo. Le relazioni sono fatte di energie che si incontrano, di corpi che si relazionano. Nella comunicazione interpersonale, la comunicazione verbale occupa il 20% del messaggio. Il resto del messaggio la persona lo riceve dal tono di voce, dal ritmo, dalla postura del corpo, dai silenzi, dalle espressioni facciali. Le parole arrivano alla nostra razionalità, l’80% del messaggio fatto da altri elementi, arriva alla nostra pancia, alla nostra affettività. È questa a determinare la nostra reazione o azione.




sabato 26 settembre 2020

Sororità è spingersi al di là di ogni confine


“La sororità mi fa pensare alle donne disobbedienti, come Carola Rackete o le deputate Usa contro Trump. Credo ci sia una connessione con il Cosmo che ci nutre, perché ci siamo sentite vittime come la Terra…la nuova cosmologia forse nascerà da questo nuovo modo di essere sororali, o sorerne”.

Articolo di Donne Chiesa Mondo

sabato 11 luglio 2020

Donna Economia: recensione del libro di Alessandra Smerilli

Cosa ha perso l’economia senza uno sguardo delle donne e sulle donne?

  • La società nei secoli ha spesso osteggiato, se non impedito, lo studio dell’economia alle donne
  • La visione nelle teorie economiche è spesso declinata al maschile, sviluppata da uomini per una società in cui il 50% sono donne
  • L’accesso al mercato per le donne è più difficile proprio per il loro genere di appartenenza; e quando sono inserite nel mercato lo sono a condizioni svantaggiose rispetto agli uomini
  • Il lavoro svolto dalla donne proprio nell’ambito della cura non è conteggiato nel PIL1, non è misurato, quindi non riconosciuto
  • Gli indicatori con i quali misuriamo l’economia sono indicatori pensati al maschile e non considerano la prospettiva e l’orizzonte valoriale delle donne e i loro bisogni
Leggi la recensione sulla Rivista digitale Terra e Missione

sabato 20 giugno 2020

Donne, partner invisibili nella Chiesa cattolica?

Donne, partner invisibile? Una sfida alla Chiesa cattolica
(intervento tenuto all’evento online del Cipax il 17 giugno 2020)
  
Buonasera. Mi scuso per essere arrivata solo ora, personalmente trovo molto irrispettoso parlare in un contesto senza aver prima ascoltato e respirato il contesto.

Ero a intervistare online una religiosa sul tema che Papa Francesco ha scelto per la giornata missionaria di ottobre ‘ecco manda me’, Isaia 6,8.
Con questa intervista abbiamo ascoltato una storia, un’esperienza di come questa frase si declina in modo assolutamente originale nella biografia di una persona.

Questo mi ha fatto pensare che nella nostra Chiesa che tanto amiamo, ci sono tanti dogmi e certezze, e poche storie, poche esperienze che dicono la vita vera e che dicono la fatica incarnata che ognuna di noi fa per vivere in modo integrato e integrale.

domenica 24 maggio 2020

Le istanze delle donne per la nostra Chiesa


Qualche mese fa ho deciso di associarmi all’Associazione Donne per la Chiesa: avevo seguito un po’ il loro percorso, le loro idee e il loro approccio e mi sembrava che rispondesse a quell’inquietudine che sentivo dentro come donna laica nella Chiesa cattolica, e anche come donna impegnata professionalmente a servizio delle Religiose in un contesto internazionale.

Come spiegare questa inquietudine che ancora mi abita dentro: cognitivamente e esistenzialmente?

domenica 1 marzo 2020

Esiste una questiona maschile nella nostra Chiesa

Buona domenica. Ho aspettato a dire la mia parola su Querida Amazonia. In particolare sugli articoli 99-103 su La forza e il dono delle donne. Leggendoli sentivo un disagio a cui non sapevo dare un nome. Non avrei voluto degli articoli dedicati a noi, perché la sento come una trappola. Ci dicono cose belle di noi con la speranza che nulla cambi.

sabato 29 febbraio 2020

Siamo sicure che Dio parla uomo?

Ieri sono stata all'Ambasciata di Francia presso la Santa Sede (l'Ambasciatrice è una donna!) per ascoltare la teologa Anne-Marie Pelletier. E' vero che ci piacciono le persone che confermano le nostre opinioni e francamente è ciò che ho provato ieri, perché talvolta ci si sente poco supportate. Faccio eco di ciò che mi ha colpito e che penso profondamente: La chiesa maschile ha un serio problema con la sessualità. Nei secoli si sono fatti discorsi pseudo-teologici proprio per tenere le donne escluse.

domenica 28 aprile 2019

Contro la cultura dell'abuso

Sto leggendo questo libro dopo aver conosciuto Anna e dopo aver letto tanti articoli negli ultimi mesi su questo tema. Ogni tanto devo interrompere la lettura per la rabbia che sento nascermi dentro, per il peso che sento come cattolica per aver contribuito, con il mio silenzio e ingenuità, al protrarsi di una cultura dell'abuso e del nascondimento per salvare le apparenze. 

sabato 6 aprile 2019

Document Human Fraternity


The theme comes up again and again. Finally I bought a copy of the Document Human Fraternity (I could not enjoy it digitally, I need it in paper).

I am going through the first pages and I feel at home. I strongly think we are one family; I am not naive; I am aware there are differences that are very difficult to heal, to reconcile.

domenica 20 gennaio 2019

Perché abbiamo paura della rabbia?

Sento e vedo che in diversi ambienti, soprattutto quelli cattolici, si ha come paura e timore della rabbia, delle sue espressioni, della sua energia.
Mi trovo a sentire frasi come "Nonostante quello che ha vissuto ha raccontato la sua storia senza rabbia", "Non ha parlato con rancore o risentimento". Bene, vuol dire che la persona è riuscita a fare un percorso elaborativo.

Se qualcuno racconta la sua ingiustizia con passione e esprime la propria rabbia, incontriamo più difficoltà ad accoglierne le paure, ci difendiamo, consideriamo meno degno di nota un racconto di rabbia.

domenica 6 gennaio 2019

La parola alle donne

Sto leggendo un libro di uno stimato teologo: vado a vedere la bibliografia e gli altri titoli della collana editoriale e scorgo solo nomi di uomini tra i riferimenti. Francamente trovo questa cosa sempre più insopportabile. Noi donne siamo visibili quando siamo vittime di violenza, quando vinciamo nello sport (senza disturbare troppo la scena degli uomini maschi) o quando facciamo qualcosa di straordinario nella scienze (e veniamo dipinte come eccezioni), o nude davanti a una macchina; ma continuiamo a essere assenti/poco presenti nella riflessione sul quotidiano. Siamo assenti non perché non parliamo o scriviamo, ma perché si tende come "bias culturale" a dare la parola agli uomini, anche quando si parla di noi. Sarà che lavoro da tantissimi anni con le donne e questa situazione mi fa soffrire proprio per quel coraggio e spessore umano che tocco ogni giorno al loro fianco. Non sogno un mondo di donne, ma una società di donne e uomini maturi e in grado di reggere il confronto e il dialogo a parità di condizioni.

lunedì 25 aprile 2016

Passione per il mondo: donne e casa comune

"Passione per il mondo: donne e casa comune" è l'evocativo titolo scelto per il Convegno annuale del Coordinamento delle Teologhe Italiane. Un incontro ricco di idee e spunti per riflettere sul femminile, ecologia e religioni. Che contributo può dare la teologia femminile per vivere con pace nella casa comune. Tanti gli spunti dalle diverse voci di donne che si sono succedute durante la giornata: Antonietta Potente, Letizia Tomassone, Cristina Simonelli, Adriana Valerio, Marinella Perroni, Cettina Militello. Noi donne non teologhe ci sentiamo profondamente grate per il lavoro di ricerca e studio svolto dalle teologhe del CTI: noi ci formiamo sui loro testi per arricchire le nostre prospettive sul delicato tema Donne e Chiesa. Sul sito del CTI saranno presto disponibili le relazioni del Convegno: www.teologhe.org. 

domenica 10 gennaio 2016

Strategia terroristica per violenza di genere

Violenza di gruppo a Capodanno... Leggo un comunicato stampa degli Stati Generali delle Donne e mi scopro sorpresa nel constatare il silenzio intorno alle violenze sessuali organizzate e di gruppo (branco?) in Germania nella notte del 31 dicembre. Ogni violenza è scandalosa, ma ciò che mi colpisce di questi eventi tedeschi è l'organizzazione in diverse città dell'azione. Non era un caso, era un'azione organizzata da gruppi di maschi. Una forma di azione terroristica. Un'azione studiata bene perché nel caos della festa è difficile intervenire per la polizia e per le vittime lanciare l'allarme... Bene complimenti ai maschi per questa creatività strategica a servizio della violenza. Se le premesse sono queste, anche il 2016 non sarà festeggiato come l'anno per la sconfitta della violenza sessuale e dei femminicidi.

sabato 12 settembre 2015

Gender tra eresia e profezia

#genderfobia

“Alcuni pensano che certi simboli valgano solo per le donne e altri, soprattutto quelli contenuti nei miti, valgano solo per gli uomini. Ma, in fondo, rappresentano tutti forze di immensa energia creativa presenti in ogni psiche. Anche se ci sono stati alcun attributi umani assegnati al mascolino e altri al femminino, entrambi, e tutti, hanno in realtà la loro dose completa di potenza, forza, ferocia, ricettività e creatività.”
Clarissa Pinkola Estés in “I desideri dell’anima”

Oh my gender! Si è scatenata l’ironia sui social in queste settimane, in conseguenza della campagna anti-gender attuata da una parte del mondo cattolico. La satira aiuta ad abbassare la tensione e, spero, a fare da specchio a un’ansia collettiva che va ricollocata in confini gestibili.

martedì 23 giugno 2015

#‎genderfobia‬

#‎genderfobia‬ Sto leggendo e riflettendo molto sul tema del "genere", soprattutto perché, mi sembra, si sia creata una specie di bolla di disinformazione che sta santificando l'argomento come la cosa più importante di cui parlare dall'ambone della Chiesa. Io preferirei che si gridasse, con la stessa energia, la vergogna per la povertà e la mancanza di solidarietà, ma, si sa, la sessualità è un tema caldo e privilegiato campo di mobilitazione per una parte della Chiesa. Sento che questa maglietta (è evidentemente una foto ritoccata) rappresenti bene la doppia morale che fa scendere in piazza (anche simbolicamente) alcuni dei custodi della morale cattolica (che siedono anche in parlamento). La doppia morale porta a essere integralisti su un dover essere astratto e disincarnato, ma molto morbidi sulla propria condotta di vita. Direi che la doppia morale ci fa vivere frammentati, scissi. Ciò di cui oggi abbiamo bisogno è creare ponti di dialogo su posizioni diverse, perché nessuno detiene la verità, la si può avvicinare/sognare/approcciare solo insieme.